di Valeria Carnevali

Antonio-Bardino-Paesaggio-laterale-2013

Perché Casa Sponge, la cui storia espositiva è garanzia di ricerca nei linguaggi del presente, chiude la stagione con una mostra di “pittura boschiva”? Perché l’autore di questa sequenza di dipinti è Antonio Bardino (Alghero, 1973; vive a Udine), artista la cui ricerca l’ha portato in passato ad aver rappresentato, con una pittura realistica e insieme metafisica, interni di contemporanee zone di passaggio, come ambienti di aeroporti internazionali, clinicamente privati di ogni presenza umana e, in seguito, strutture industriali in rovina e avamposti in impervie zone montane. Il salto concettuale, non scontato, porta a riconoscere i paesaggi riprodotti in questa nuova serie di dipinti come “terzi”, secondo la definizione del celebre paesaggista Gilles Clément: aree un tempo antropizzate in cui la natura, spontanea e incontenibile, ha ripreso il posto che legittimamente detiene, andando a coprire e a far sparire ogni traccia di passaggio umano. All’ombra delle fronde, il messaggio non è solo estetico, ma si fa sottilmente politico.

da Artribune

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