Questo è il nome dell’iniziativa per i festeggiamenti del decennale di apertura del Castello, il principale monumento e punto di interesse di Frontone (PU), che vede protagonista l’Associazione culturale Sponge Artecontemporanea, una realtà ormai ben consolidata nel territorio non solo marchigiano, artefice di un progetto molto articolato e ricco di eventi da qui a Natale.

Non siamo una galleria, non siamo un museo. Questa indipendenza ci permette di fare un lavoro di ricerca libero dal sistema. Quello che contraddistingue il lavoro di Sponge è la totale libertà dal sistema dell’arte italiano”. Ci tiene a precisare Giovanni Gaggia che trova per caso, ma neanche tanto, la collaborazione di Davide Quadrio, curatore italiano da molti anni residente a Shangai. Quella di Davide è una storia parallela a quella di Sponge. Da 20 anni si occupa di arte contemporanea e ha aperto il primo spazio-non galleria in Cina. Da 4 anni lo spazio si è evoluto ed è diventato un’associazione chiamata Arthubasia.

L’Italia ha un ambiente artistico estremamente chiuso e involuto. Trovare una realtà come Sponge che va in direzione completamente opposta è veramente interessante e accattivante. Casa Sponge è una casa /galleria, uno spazio personale e privato che con generosità lo apre al pubblico. Questo è estremamente innovativo. Inoltre Sponge si presenta come uno spazio ibrido in cui l’artista è anche curatore e il curatore è anche artista. E’ una realtà che lega l’arte alla produzione e non al prodotto, questo significa che bisogna avere una tale apertura mentale per qualsiasi linguaggio artistico non solo per accettarlo ma anche supportarlo con i rischi che questo comporta. L’arte è uno strumento per parlare al futuro. Bisogna pensare al contenuto e non all’economia o al risvolto di immagine politica che in Italia è preponderante.  Non si parla del contenuto ma delle forme che rendono vendibile il prodotto. Qui presento due progetti provenienti dall’Indonesia, due realtà mai viste in Italia. In Indonesia sono realtà marginali e soprattutto non sono artisti istituzionali ma svolgono un lavoro estremamente importante. Questi artisti rappresentano una realtà completamente estranea all’Italia e alle Marche, ma attraverso Giovanni può avere un riscontro, una lettura che altrimenti sarebbe persa”.

Ma la cosa fondamentale che lega Davide a Giovanni è la fiducia. “Quando si compie un progetto insieme si dona la fiducia all’altro. Doni i tuoi artisti, le opere, il tuo tempo, il tempo di altri, in mano a qualcuno che se  ne occupa e se ne deve occupare in maniera corretta e responsabile”. Precisa Davide.

Tutti questi discorsi sono emersi stamattina alla conferenza stampa tenuta a Pesaro, per presentare la rassegna di arti visive meritevole di un’attenzione particolare sia per i luoghi, sia per la forma di presentazione. Un percorso il cui inizio è previsto il 29 luglio a casa Sponge con l’inaugurazione di Perfect Number, un confronto tra 9 artisti, 9 curatori e 9 stanze. Poi la realtà di Sponge si trasferisce al castello di Frontone con il percorso ideato dal curatore Francesco Paolo Del Re che ha scelto i tre più giovani artisti di Sponge analizzando come, secondo lui, svolgano un lavoro occupandosi solo di loro stessi. Un modo di lavorare molto diverso dalla generazione dei trentacinquenni che si occupano di problematiche sociopolitiche. Un esempio è Federico Forlani, l’artista più giovane (20 anni), dove nella sua opera mette in scena tutto quello che è la sua vita personale, i suoi primi amori, i suoi familiari. Questo giovane artista di Ferrara nella prossima stagione terrà una personale a new York e a Londra. E poiCristina Treppo che costruirà una grande installazione pensata per l’ultima stanza nella rocca del castello.

Alla sera artisti, curatori e pubblico si ritroveranno in Valpiana sul Monte Catria, per un happening. Insieme passeranno la serata e la notte in tenda. Alle 5 del mattino Loredana Galante presenterà la suaperformance dedicata al sole, coinvolgendo tutto il pubblico presente. Seguirà l’inaugurazione al castello alle ore 11,00 con la performance di Mona Lisa Tina dal titolo “Into The Core” che significa dal profondocome dal profondo è nata la collaborazione con Giovanni. Sponge è una piattaforma sperimentale molto fertile perché esistono dei confronti umani molto importanti. Senza il confronto e la passione profonda è difficile fare arte”. Afferma l’artista che ripropone la performance presentata per la prima volta il 16 marzo scorso a casa Sponge. “E’ un lavoro site specific. Il fruitore attraversa le stanze e l’unica cosa che riesce ad ascoltare è il respiro. Non si tratta di una registrazione in loop ma un’amplificazione del mio respiro reale che avviene nell’ultima stanza della casa dove c’è il mio corpo nudo all’interno di una struttura”. Per questa artista il proprio corpo è una completezza nella sua dimensione sia fisica che cerebrale, un’estensione e una  possibilità del confronto con l’Altro.  “Il corpo è comunicazione e contaminazione. Le stanze diventano una dimensione altra del mio lavoro. Il corpo può produrre pensiero e le persone che attraversano questa casa si trovano in una dimensione molto forte rispetto a questa “cosa” che respira e che è viva. Un’ idea che può facilmente rimandare a concetti molto antichi come nascita e morte. Io sono il mio respiro, io sono la casa e le persone fanno parte di questo grande progetto per cui diventano parte integrante del mio lavoro”. Conclude Mona Lisa Tina dimostrando di quanto siano importanti il luogo e il pubblico per la completezza della sua dimensione fisica.

L’esposizione all’interno del castello vedrà la rappresentanza migliore del lavoro di ricerca degli ultimi tre anni di Sponge con un totale di 15 artisti provenienti da varie parti d’Italia. La mostra chiuderà il 9 ottobre, ma il percorso continuerà per circa due mesi con la possibilità di incontri con artisti e presentazione di libri per concludere nel periodo natalizio sempre nel castello, con l’installazioneChristmas Tree, un grande albero di natale sintetico dove gli artisti sono chiamati ad interpretare l’addobbo natalizio.

Ma qualcosa di diverso e spettacolare succederà in paese quando come location saranno occupate abitazioni private, ristoranti e tutto quello che è l’essenza del piccolo borgo di Frontone, in totale coerenza con la filosofia di Sponge dove pubblico e privato viene fuso e confuso.

Castello 10 e lode è un’iniziativa che entra nel programma “Rinascimento frontonese” ed è stata voluta fortemente dal sindaco Francesco Passetti e dagli assessori della giunta che hanno coinvolto Giovanni Gaggia chiedendogli di lavorare ad un progetto non solo culturale ma anche sociale e artistico con l’obiettivo di coinvolgere artisti contemporanei e far conoscere questa realtà nuova con cui dare degli input anche ai giovani locali affinché possano trovare spunti per nuove iniziative riguardanti l’arte, la comunicazione e il turismo. “Per questo abbiamo coinvolto le scuole locali che hanno creato il logo e lo slogan Castello 10 e lode.” Questa la dichiarazione del sindaco che conclude ringraziando la Giunta Comunale, la Pro Loco, la Regione Marche, il Consiglio Regionale delle Marche, La provincia di Pesaro e Urbino, la Fondazione Cassa di Risparmio e altri sponsor tra cui Enel Sole che realizzerà una integrazione parziale dell’illuminazione esterna del castello allo scopo di valorizzare al meglio l’architettura, migliorandone la percezione.

Che dire…10 e lode a tutti!

da www.is-gallery.com

I Commenti sono chiusi

Iscriviti alla Newsletter!
Categorie
Archivi
Articoli più letti
  • Non ci sono elementi
Questo sito utilizza i cookies - This website uses cookies
OK