Anche quest’anno a Casa Sponge è esploso il Natale con la terza edizione di Christmas Tree d’Artista. La mostra si risolve sulla superficie di un pino sintetico che come ogni anno si distingue per estetica e contenuti e diventa luogo nel luogo. Ogni artista ha espresso il suo messaggio natalizio secondo la propria sensibilità e il proprio linguaggio. Così appesi ai rami dell’albero, tra lo scintillio delle luci natalizie, prendono vita le riflessioni di ciascuno.
Ad addobbare l’albero più creativo del mondo sono stati chiamati 24 artisti, tre dei quali presentati da ISgalleryRoberto FalchiPierfrancesco GavaAlice Lissoni.
Poetico il lavoro di Roberto Falchi che si è ispirato alla frase di Teresa di Lisieux: l’unica cosa vera è il vuoto dei desideri immensi, il furore celeste dell’amore, la rosa per sempre sfiorita che deve morire.
Pierfrancesco Gava pone l’accento sulla comunicazione creando un mondo perennemente “in rete”. I pulsanti di una tastiera tracciano meridiani e paralleli che nascondono e smaterializzano il globo terrestre.
La reliquia di Alice Lissoni è il frammento più importante, dimora della vita, contenitore di nuove realtà, un cuore in cui il battito è amplificato dal piccolo e prezioso involucro che lo contiene.
Poco lontano dall’albero un monitor manda in onda la performance dell’artista torinese Gianni Colosimo, realizzata presso il Center Pompidou-Metz il 2 luglio 2011 dal titolo “Le uova sorpresa di Piero ed il cammello di Brotars” in occasione dell’inaugurazione della personale “L’arte contemporanea raccontata ai bambini”. L’artista si è distinto quando, nel 2006, ha foderato la galleria Pak con dei veri dollari.
In ogni locale del casolare sono istallate le sculture di Niba, artista recanatese, per la personale E-Skin. Il titolo crea già il presupposto per interagire con le opere ed è impossibile resistere al tatto. L’ossessivo iperrealismo  gioca un ruolo determinante nel rendere illusoria ogni tipo di superficie (lucida, opaca, ruvida, liscia) che, grazie ad una tecnica impeccabile, seduce per stile e bellezza.
Ogni oggetto chiede di essere toccato, esplorato, per avere conferma o smentita a quello che si presenta ai nostri occhi. Scaturisce una fitta trama di emozioni che ci coinvolge immediatamente in una relazione più intima con l’oggetto.
E allora si accarezzano i gatti Kohona con la pelle tatuata, talvolta punzonata con piercing e abbigliati in corpetti stringati o tutine in latex, e scopri che alcuni muovono la testa e la coda, mostrandosi così più teneri e familiari. Si ascolta e si ammirano i carillon che racchiudono sensualissime catwoman schiavizzate come in un gioco SM addolcito da una scenografia casalinga fatta di gomitoli e cuscini per gatti. L’icona del SM Vanessa Duriès nel suo libro “Le lien” ha scritto che il padrone non è mai ciò che si crede”, una frase appropriata nel vedere una catwoman legata al palo dove in cima è appollaiato un minuscolo topo dominatore che la sta osservando. E’ il gioco sottile e instabile tra dominio e sottomissione dove, senza particolari estremismi, viene smascherato un raffinato erotismo insaporito da un’acuta ironia. Infine non si può non toccare i doppi busti vuoti in ceramica, che formano un unico corpo e sembrano essere sensuali corazze di rigido e lucidissimo latex. Ricordano la lucente armatura di Agilulfo, l’eroe senza macchia e senza paura creato da Calvino, che però non esiste. Attraverso la sua visiera c’è una cavità vuota proprio come nei busti creati da Niba, dove la mancanza di un’individualità fisica esprime la lotta dell’esserci e il non esserci nell’incontro/scontro di sguardi assenti. Un’immensa inesistenza che sembra rappresentare i vizi di una società basata solo sull’aspetto esteriore e non sulla sostanza. Ma è proprio la superficie che, come ha detto G. Simmel, èdimensione attraverso la quale si disvela la profondità della vita stessa” e, continua J. Ortegala profondità ha bisogno di una superficie dietro cui nascondersi”.
Per la scelta di materiali con cui gioca su gli altri sensi oltre la vista; per l’ inquietante assenza; per l’opaco mistero, questi oggetti possono ricordare Nancy Grossman e le sue sculture rivestite di pelle, ornate con zip, occhi di vetro e armi da fuoco. Mentre la Grossman assembla materiali di recupero, Niba non ricicla nulla ma investe i suoi soggetti di una luce glamour di tendenza.
L’opera di Niba è un segnale di come ripristinare la nostra sensibilità per essere consapevoli che il mondo sta cambiando sotto i nostri occhi.

da is-gallery.com

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