Abbiamo trovato l’acqua calda per fare il caffè e il tè, è dietro la porta che conduce ai bagni interni, li c’è un distributore di acqua. Ci siamo passati davanti cento volte in questi giorni senza mai accorgercene. Premendo la levetta rossa difettosa esce acqua bollente. Gianluca ha così portato a Giovanna e Giovanni un caffè americano di buongiorno. Le ore sono trascorse serene, tra un prezioso sorriso di Helena e la scoperta del quartiere di Fužine, alla ricerca di un piccolo market, in una infinita scala di grigi tra terra e cielo. Qui abbiamo trovato degli anomali, almeno per noi italiani, pani tradizionali Natalizi, a forma di umanoidi dotati di fallo con semi di papavero per ricordare il pube. Così si son fatte le tre. Dieci minuti di decompressione dedicate alla visione della terza puntata di The Lady, la “fiction” diretta e sceneggiata da Lory Del Santo ed alle 16 puntuale è arrivato il primo artista per la seconda sessione di lettura porfolio.

Rok Bogtaj, di poche parole e diretto, di lui ci colpisce un’enorme puntina rossa per segnare i luoghi visitati di particolare rilievo. L’abbiamo immaginata grande e fucsia sulla collina che sovrasta Casa Sponge. La lettura portfoli si è conclusa con la giovane arista Maša Gala. E’ la visione di In Corpo che ci coinvolge, i 5 video scelti raccontano ciò che siamo stati e ciò che siamo diventati. La rassegna video, certi della necessità di riproporla altrove inizia con la performance con cui si sono aperte le porte della nostra casa sette anni fa, Mastica e Sputa di Rita Vitali Rosati, e si conclude con l’ultima azione svolta, Prima viene la Spina di Francesca Romana Pinzari. Tra i due punti il segmento si compone di Sense 1+1, l’intervento corale di Tiziana Contino, Joy Coroner, (Giovanni), Roberto Paci Dalò, Mona Lisa Tina; Ilva di Filippo Riniolo ed Opening di Isabella Pers. Il nostro intervento per BIO50 si conclude con la performance Memoria #1 di Gianluca, sono due giorni che lavora su se stesso per fare propria e vivere la cappella nel silenzio assoluto, stasera una luce fioca e il pubblico bianco, una prova non facile. Questa è l’evoluzione di Lavinia.

Questa sera più che mai abbiamo vissuto il MAO, dopo essere stati intervistati da Silvia ed Alessandro nelle nostre stanze, ed aver tirato le somme del nostro intervento in Biennale, abbiamo rovesciato scaltramente la frittata. Poche battute ed è uscito un confronto importante, come l’arte può cambiare il tessuto urbano e sociale di un territorio. La chiosa è sempre intorno ad una tavola è così che finisce la nostra residenza al Museo di Architettura e Design di Lubiana, mangiando cibo sloveno da asporto nel nostro castello basso!!!

Giovanni Gaggia, Giovanna Giannini Guazzugli e Gianluca Panareo

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