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Sponge ArteContemporanea è un’Associazione Culturale che nasce nel 2008 per promuovere l’arte contemporanea in uno spazio indipendente, ai margini del circuito convenzionale.

Due sono le caratteristiche che compongono l’essenza di Sponge ArteContemporanea: da una parte la scelta di operare nel territorio della provincia italiana; dall’altra un‘idea innovativa di ricerca artistica che vede curatori e artisti lavorare insieme rendendo incerta la divisione dei ruoli. Questi due elementi si fondono sprigionando una grande forza creativa.

Il nostro spazio Sponge Living Space (Casa Sponge) si trova alla sommità di una collina in un casolare di campagna dell’entroterra marchigiano. E’ una vera abitazione, vissuta come tale, che ogni mese apre le sue porte al pubblico con eventi, mostre, discussioni e work-shop. La casa ogni volta si trasforma attraverso queste attività. Allo stato attuale Casa Sponge ha realizzato più di 50 eventi tra mostre e workshop in house,  interventi in spazi pubblici e fiere di settore, promuovendo gratuitamente oltre 100 artisti.

Tutta l’attività di Sponge è finanziata dalla condivisione di un progetto, dal servizio volontario offerto all’arte da artisti, curatori, e sponsor privati che credono nella mission della galleria e nel suo lavoro di promozione fatto fuori dal coro.

Per la campagna di tesseramento 2013 abbiamo deciso di inaugurare un nuovo canale di finanziamento, il tesseramento Patron. Ogni anno a partire da questo un’artista donerà un multiplo a Casa Sponge che verrà riprodotto in 15 esemplari firmati e numerati, ed un critico donerà un testo che verrà copiato, a mano, per 50 volte da altrettante personalità della cultura marchigiana, al fine di comporre 15 cartelle che verranno date assieme alle prime 15 tessere sostenitore che prevedono un contributo di 100 euro.

L’opera scelta per il 2012 è Metastasi di Rita Vitali Rosati accompagnata dall’omonimo testo del critico Stefano Verri.

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 >>Sponge Patrons 2013<<

 >>L’artista

Rita Vitali Rosati

Rita Vitali Rosati è nata a Milano nel 1949. Traduttrice da sempre della nostra complessa realtà, realizza le sue opere a Fabriano, dove vive, privilegiando idee e concetti che si evolvono in immagini. Come in una “arena”, facendosi essa stessa protagonista assoluta di un progetto infinito, l’artista osserva e registra l’insolito inventario della vita, ribaltandone i punti di vista. Le sue opere sono l’espressione di una attitudine ironica, trasgressiva, destabilizzante tipici del gioco e della favola. Con le sue immagini Rita Vitali Rosati mette una lente di ingrandimento sul formicolio sociale invitando lo spettatore ad interpretare il suo nonsenso (http://www.ritavitalirosati.it)

 >>Il critico

Stefano Verri

Critico d’arte e curatore indipendente. Nato a Bulach, Svizzera, nel 1977 svolge la sua attività ponendo particolare attenzione alla promozione delle nuove generazioni di artisti ed alle nuove forme espressive. Accanto a questo svolge un’attività di diffusione dell’estetica contemporanea quale importante valore sociale e di sviluppo attraverso partecipazioni, conferenze ed esposizioni (realizzate spesso in spazi non canonici), che hanno l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico ad un settore della cultura troppo spesso considerato di nicchia. E’ stato citato nella classifica Top 100 dei critici Italiani pubblicata da Flash Art nel 2007. I suoi contributi sono apparsi in alcune note riviste di settore quali Exibart, Segno.

 >>L’opera

Rita Vitali Rosati: l’eterno transitorio.

di Stefano Verri.

Rita Vitali Rosati traduce in immagini i temi fondamentali della vita contemporanea, documentando in modo spesso ironico e sagace le contraddizioni della nostra esistenza. Si avvale di elementi minimi che compongono immagini sottilmente allusive, metafore di un mondo che cambia, di un’umanità troppo spesso autoreferenziale, che ha perso di vista il vero senso della propria esistenza. Così, quasi per differenza, l’artista riflette sulle difficoltà che ci affliggono riportando l’attenzione sulla transitorietà e l’impermanenza, concetti inscindibili dal nostro essere umani, in cui la malattia non è altro che un fattore di riequilibrio.

Un racconto per immagini che inizia con la serie Metastasi e si sviluppa in The Winter Collection di cui quest’opera risulta essere una straordinaria chiusura concettuale, testimone della smaterializzazione di ogni elemento vitale. Due racconti fotografici strettamente collegati in cui la malattia e la morte diventano il tema portante di un pensiero positivo nello strenuo tentativo di cancellare le sovrastrutture effimere di una società continuamente di corsa in cui l’uomo perde di vista se stesso. Vicina in questo alle moderne riflessioni sulla decrescita, Rita Vitali Rosati rimette al centro della sua poetica l’idea di umanità ripartendo dai concetti di vita e di morte e come un pittore antico, lancia il suo personalissimo memento.

The Winter Collection diventa, in questo contesto, un’opera emblematica in cui ricompaiono in modo simbolico tutti gli elementi del ragionamento. La figura umana è a stretto contatto con la terra/polvere da cui, secondo l’interpretazione biblica prende la propria stessa vita. Una terra che qui è vita in potenza, nutrimento di semi, rifugio di radici, da cui però scompaiono fiori e piante onnipresenti nelle opere precedenti, testimoni, benché morti o malati della bellezza dell’universo che ci circonda.

La fotografia documenta la realtà e ce ne mostra il doppio riflesso in uno specchio. La cornice dorata, elemento estetico che filtra la visione, rappresenta la sovrastruttura, l’illusione di benessere ma  lo specchio/vita non può che registrare i fatti, l’uomo e la polvere.

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