IoSo, in viaggio per Pasolini

Io So.Ma non ho le prove

Oggi 2 novembre 2015 ricorre il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento. Figura chiave della storia del pensiero contemporaneo, la forza delle sue idee e delle sue lotte ha segnato indelebilmente intere generazioni ed in particolare chi considera il valore della verità e della libertà d’opinione e d’espressione l’unico paradigma possibile della propria vita intima e sociale. Un pensiero fluido, quello di Pasolini, che ancora oggi merita di essere apprezzato, discusso e diffuso.
IoSo è un progetto nato dall’idea di due artisti, Giovani Gaggia e Rocco Dubbini, che si sviluppa con il coinvolgimento di artisti, curatori, collezionisti, galleristi ed intellettuali, i quali, a vario titolo, parteciperanno ad una serie di iniziative tra la fine del 2015 e l’intero 2016 per dar vita ad un percorso della memoria tra Matelica, paese marchigiano da cui partì l’avventura imprenditoriale del fondatore dell’ENI, Enrico Mattei, e Casarsa dove Pasolini visse gli anni della gioventù. Un percorso che segnerà, nelle sue tappe fondamentali, due fatti strettamente collegati fra loro ma di cui si ignorano i dettagli di una verità nascosta tra le pieghe più insidiose ed oscure della nostra storia recente.
Mattei muore nel 1962 in circostanze mai definitivamente chiarite; nel 1972 Pier Paolo Pasolini inizierà a scrivere Petrolio, romanzo dal carattere fortemente politico che non porterà a termine a causa della morte prematura. E’ proprio in questa opera che si riscontra il forte legame tra le due vicende, in particolare in quel famoso capitolo, scomparso dal manoscritto e mai ritrovato, intitolato Lampi su Eni in cui Pasolini pare rivelasse nomi e fatti importanti legati alla morte del presidente dell’ENI.
Il 14 novembre del 1974 lo scrittore pubblicherà sul Corriere della Sera Cos’è questo golpe? Io so, forse uno dei più noti dei suoi Scritti Corsari. Poco meno di un anno dopo, la mattina del 2 novembre 1975, il suo corpo sarà ritrovato senza vita all’Idroscalo di Ostia. Per quanto sulla morte di Mattei e di Pasolini siano state date spiegazioni più o meno plausibili, studi recenti mettono in luce come entrambi potrebbero essere stati uccisi dalla stessa matrice malavitosa.
Partendo da quel IoSo, un gruppo di artisti ha deciso di rendere omaggio alla profondità del pensiero di Pasolini attraverso una serie di opere, più o meno inedite, per testimoniare l’assoluta attualità delle sue lotte civili e sociali. Un percorso in banco e nero, una scelta consapevole e voluta che si rivolge alla memoria intesa non come crogiolo del ricordo, ma come mezzo propulsore di una società più giusta.

Oggi, 2 novembre 2015, IoSo inizia il suo viaggio con un forte coinvolgimento mediatico, un pensiero che, diffondendosi viralmente, vuole scuotere l’ammuffito e paludato panorama culturale italiano. Pasolini, dunque, come riferimento di intellettuale poliedrico, non addomesticabile da nessun conformismo ideologico, non prono alle logiche mercantili di un capitalismo disumano. Pasolini, esempio di un coraggio che sfida la solitudine dell’artista e del profeta incompreso perché troppo in anticipo sulla sensibilità del presente.

I primi contribuiti, oltre a quelli di Gaggia e Dubbini, saranno di Alessandro Fonte, Davide Dormino, Gonzalo Orquín, Roberto Paci Dalò, Dino Pedriali, Giacomo Rizzo, Pietro Ruffo

IoSo è un progetto in movimento, in viaggio, può essere adottato, condiviso ed ospitato. Per ulteriori informazioni scrivere a iosoperche@gmail.com

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