di Valeria Carnevali

Cristiano-Berti-–-Ire-Berti-ire-tacere-ostendere-veduta-della-mostra-presso-Sponge-Arte-Contemporanea-Pergola-2015-4

Il teschio, soggetto o elemento decorativo dal significato simbolico e/o estetico, è stato ampiamente usato nel corso della storia dell’arte, finanche abusato nei linguaggi contemporanei. Perciò la mostra di Cristiano Berti (Torino, 1967), costituita da una sequenza di fotografie di teschi, non sembrerebbe voler comunicare novità. Ma chi ha presente il percorso dell’artista multimediale piemontese trapiantato nelle Marche, la sua lunga ricerca negli ambiti della rappresentazione urbana in relazione a tematiche sociali e la sua aderenza ai fenomeni della collettività (è noto il suo lavoro sul tema della prostituzione di strada), può cogliere il senso di un’indagine compiuta nel Cimitero delle Fontanelle della Napoli ipogea, sede di singolari riti di culto dei morti: non un banale memento mori, ma un’analisi, antropologica e non metafisica, su un comportamento umano ancestrale e universale. Berti, quindi, nell’approdare a figurazioni anomale rispetto alla sua produzione, conferma se stesso, nella sua inclinazione di osservatore delle dinamiche umane.

da Artribune

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