Sabato 13 Luglio 2013 Special Guest di Perfect Number IV edizione

sito roberto paci dalò

 

Sono solo in scena – scrive Roberto Paci Dalò – in compagnia di un clarinetto basso, un clarinetto e qualche scarno aggeggio elettronico. Questo è un progetto diverso dal solito. Qui mi confronto con mondi, tempi e spazi diversi ma compresenti nel mio immaginario.

Faccio anche qualcosa di strano “suonando sui dischi”. I musicisti sanno bene di che si tratta ma per il pubblico forse è una cosa un po’ esoterica. Sta di fatto che in alcuni dei brani presentati esco dalla mia cameretta e ci suono sopra. In questo modo riesco a creare la possibilità di incontri impossibili (evocando le “interviste impossibili”) con persone come Komitas Vardapet (il padre della musica armena scomparso nel 1935). Con la sua voce registrata a Parigi ai primi del secolo scorso trasformo il clarinetto in un duduk.

Poi mi ritrovo in compagnia di Aleksej Fjodorovic’ Lvov (1798 – 1870), violinista, direttore d’orchestra, compositore, generale dell’esercito russo e a un certo punto direttore musicale della Cappella Imperiale russa.
Di punto in bianco sono in studio a Los Angeles con Jimmy Giuffre tra il 21 e 22 marzo 1956. Stiamo registrando un brano insieme a Jimmy Rowles alla celesta.
Vertiginosamente eccomi con lo scrittore Chaim Tauber nel Lower East Side nel 1933. Mi regala un suo testo in yiddish per una composizione originale. Poche strade più in là questa sera suona quel pazzo di Naftule Brandwein indossando la sua collana di neon e addobbato con le lucine di Natale (una volta è rimasto quasi fulminato).

E così via.

Questo è un concerto molto pubblico e molto intimo allo stesso tempo dove si intrecciano campionamenti, elettroniche morbide, suoni d’epoca e che parla di viaggi, emigrazioni, nuovi mondi scoperti anche in quello vecchio (di mondo). Dove si ribadisce l’importanza assoluta del suono prima ancora dei generi.
 Dove si scopre come New York sia stato il luogo che – proprio grazie al meticciato – ha fecondato alcune delle musiche che popolano la nostra memoria del presente.
Dove tutto questo inizia in un Mediterraneo di per se luogo di intrecci infiniti e dove rimangono irrisolti drammi apparentemente lontani (come ad esempio il Genocidio Armeno del 1915 tuttora negato).

Nel concerto si susseguono brani inframmezzati da poche parole che però servono proprio per creare un terreno comune di comunicazione col pubblico. Pubblico non di specialisti. Questo è un concerto transgenerazionale e transculturale che è stato già presentato nei luoghi più strani e con i pubblici più diversi. Quando l’ho concepito non immaginavo certo che questo lavoro così intimo avrebbe potuto parlare con tanta gente e tanto diversa. 
Risultato? Non riesco più a fermarmi e il passaparola è persino più potente della propaganda.
Mi stanno offrendo castelli pensati come difesa dai Mori alle frontiere orientali nel profondo sud, chiese scoperchiate, castelli malatestiani, cascine sulle colline, piazze, corti e cortili, club elettronici e persino teatri.

RPD – Roberto Paci Dalò ha presentato proprie opere in Europa, Asia, Africa, Medio Oriente, Canada, Messico, USA, America Latina. Direttore artistico del gruppo Giardini Pensili e dello spazio Velvet Factory a Rimini. Tra le collaborazioni: musicisti (Kronos Quartet, Philip Jeck, Terry Riley, Scanner, Tenores di Bitti, Robert Lippok, Fennesz, Rupert Huber / Tosca, Massive Attack, Almamegretta, David Moss, Mouse on Mars, Sacri Cuori); scrittori (Predrag Matvejevic’, Gabriele Frasca); artisti visivi (Maurizio Cattelan, Hermann Nitsch, Robert Adrian X); filosofi (Giorgio Agamben); graphic designer (Leonardo Sonnoli), fotografi (Roberto Masotti, Guido Guidi); attori (Umberto Orsini, Arnoldo Foà, Anna Bonaiuto, Sandro Lombardi), montatori (Natalie Cristiani). Vive e lavora a Rimini e Berlino.
robertopacidalo.com
velvet.it

Extra:
Roberto Paci Dalò ha presentato i propri lavori, oltre che in spazi canonici (Kunsthalle Vienna, Biennale di Venezia, Ars Electronica Linz, Opera di Vienna ecc.), anche in insoliti luoghi quali: la spiaggia adriatica, con quindici chilometri di diffusione sonora (Publiphono); la Certosa di San Martino, una delle più importanti chiese del barocco napoletano (L’assedio delle ceneri); un edificio di archeologia industriale a Graz (il rave Trance Bakxai); una ex loggia massonica canadese (Western Front Vancouver, Local & Long Distance); un teatro d’opera di Rimini, chiuso dal 1943 e riaperto per due notti soltanto (De bello Gallico); carri armati e mezzi corazzati della seconda guerra mondiale (Deutsch-Russisches Museum Berlin-Karlshorst, Schwarzes Licht); un’icona dell’architettura del Ventennio (Palazzo della Civiltà del lavoro Roma-EUR, Metamorfosi); web (creazione nel 1995 di Radio Lada, una delle prime web radio).

Ore 20.30 nel giardino di Casa Sponge

Ingresso ad offerta, la decretiamo da un valore minimo di 5€

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