Sponge ArteContemporanea a The Others, BOOM!METTI IN CRISI
Ground Floor cella A7 ex carcere Le Nuove Torino

con In-tervista
solo show di Rita Vitali Rosati
a cura di Milena Becci

sito cartolina in-tervista Rita Vitali Rosati

Titolo: In-tervista
Artista: Rita Vitali Rosati
Cura: Milena Becci
Luogo: The Others, BOOM!METTI IN CRISI
Ground Floor cella A7 ex carcere Le Nuove, via Paolo Borsellino, 3 – Torino
Press preview: 7 novembre h.13
Periodo: dal 8 al 10 novembre 2013
Orari: dalle 18.00 alle 1.00
Info: +39 339 4918011/ spongecomunicazione@gmail.com www.spongeartecontemporanea.net

Sponge ArteContemporanea approda a The Others, l’innovativo progetto espositivo internazionale dedicato all’arte contemporanea emergente. Come realtà no-profit Sponge sarà presente a Torino, nel contesto dell’ex carcere Le Nuove, all’interno di una fiera che ha abbandonato la formula tradizionale della fiera stessa e che ospita spazi dinamici e vitali, quest’anno con un tema che respinge l’idea di crisi e fa BOOM!

Per questo, per The Others 2013, Sponge ArteContemporanea ha scelto di far abitare la cella dell’ex carcere Le Nuove da Rita Vitali Rosati, artista che, traduttrice da sempre del complesso mondo di immagini che viviamo quotidianamente, attraverso il mezzo fotografico indaga la realtà portando avanti una ricerca unica ed infinita. Il suo immaginario è ricco di riferimenti e significati che appartengono al mondo dell’artista, alla sua vita e quotidianità, rimanendo solo parzialmente vincolata alla fotografia. Performance e installazioni sono i mezzi con cui si esprime più frequentemente. La sua arte sembra un gioco, ha qualcosa di fiabesco e fantastico, ma in realtà ci invita a riflettere ed ad interpretare. Al centro dei sui interessi, da sempre, l’esistenza umana con i suoi luoghi comuni e le sue contraddizioni.

Rita Vitali Rosati occuperà la cella A7 – Ground Floor, oltre che con i suoi manifesti e postcards, con un progetto site-specific, In-tervista; dal latino intervisere, etimologicamente intervistare significa visitare qualcuno di quando in quando e il carcere è il luogo delle visite attese. Qui l’artista farà emergere la sua interiorità dalla chiusura delle sbarre della cella, attraverso domande a cui risponderà sia in maniera visibile che udibile, come un carcerato che parla di sé, ironizza su di sé. Svelando al pubblico la sua identità, Rita Vitali Rosati lavora su due canali diversi, usa due metodi d’approccio: dei piccoli ritagli di giornale attaccati al muro e un registratore. L’In è il dentro, lo spazio e la persona, che esce e diviene altro, eterno ed esterno, accogliendo il pubblico.
Il registratore sente ma non ascolta, registra ma non pensa, è fedele ma non ha cuore, scriveva Gabriel Garcìa Márquez; questa voce diviene la voce di tutti, ma il cuore che le ha dato vita non è lo stesso. Rita Vitali Rosati, traduttrice da sempre di quel “disagio della civiltà”, indicato da Freud, circoscrive la sua ricerca privilegiando idee e concetti che si evolvono in immagini. Come in un’ “arena”, facendosi essa stessa protagonista assoluta di un progetto infinito, l’artista, alternando uno sguardo per natura bipolare, osserva e registra l’eros drammatico della vita, come quello più ironico, per arrivare alla radice delle cose, ribaltandone i punti di vista. Le sue opere sono l’espressione di un’attitudine trasgressiva, forte ed agguerrita, destabilizzante, tipici di una volontà socialmente impegnata e libera. Coniugando il flusso del gioco , della favola, ai suoi dialoghi serrati sul “capitale umano”, invita così lo spettatore ad interpretare anche il suo nonsenso, e le trame più nascoste. Consapevole che la coscienza del tempo è senza tempo.

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