Una mostra in tensione tra un dialogo intimo e i massimi sistemi. Due poetiche vicine ma geograficamente distanti che si incontrano. Il video come strumento di analisi del mondo che ci circonda…

pubblicato venerdì 15 luglio 2011
La galleria Sponge Living Space di Pergola chiude la stagione espositiva con una doppia personale dal sapore decisamente internazionale. Uno spazio estremamente particolare sospeso tra l’essere abitazione e galleria immerso nelle verdi colline marchigiane, caratterizzato da una programmazione, spesso fuori dagli schemi, dedicata in particolare alla promozione di giovani artisti. In questo luogo due poetiche geograficamente distanti ma idelamente vicine si incontrano, per affrontare un discorso che da racconto del particolare si trasforma in riflessione per l’umanità.
E’ necessario che le nuvole fuoriescano dalla cornice, frase scelta come titolo della mostra è l’assunto di Frida Kahlo che da subito ci mette nell’ottica dell’impegno civile che questa mostra vuole esprimere, per un arte che lontana dall’essere esercizio autoreferenziale di estetica vuole diventare un modo per vivere, vedere e capire il mondo.
Tintin Wulia (Denpasar / Balì, 1972), artista indonesiana che risiede ed opera in Australia, propone per questo progetto un video in tre momenti, un trittico che ripropone in modo straordinario le vicende dell’India.

Nella stilizzazione di una carta geografica un territorio racconta se stesso, la propria genesi e le trasformazioni causate dall’uomo, di confini artificiali tracciati in epoca post-coloniale ai movimenti legati alle rivoluzioni. Le tre mappe sono frutto di una performance, in cui diverse varietà di fiori legate alle tradizioni religiose locali vengono disposti a disegnare la cartografia. Di qui il titolo, Nous ne notons pas le fleurs, noi non notiamo i fiori, la frase che disse il geografo al Piccolo Principe in un celebre passo del romanzo culto di Antoine de Saint-Exupéry, l’aviatore scrittore che con il suo Piccolo Principe ha fatto sognare e soprattutto riflettere intere generazioni di lettori. Sono proprio i fiori, quelli che il geografo per mestiere non nota, che diventano in questo caso il segno grafico che definisce contorni e campi, l’effimero che registra la mutevolezza dell’umanità.
Un lavoro fortemente poetico e simbolico che si specchia, in un certo senso, nelle opere proposte da Domenico Buzzetti (Morbegno (Sondrio), 1981). Qui torna in campo, ma in direzione opposta, il rapporto tra l’uomo ed il suo territorio, tra l’uomo e la natura di ciò che lo circonda. Se Wulia parte dalla carta per parlarci dell’india Buzzetti parte da se stesso per parlarci dell’umanità. Intime e sognanti le opere di Buzzetti ci trasportano in una dimensione di calma apparente in cui solo l’identificazione del tema, il decifrare i simboli, creano lo shock emotivo necessario a scatenare la riflessione. I toni patinati i colori freddi e l’estetica dolcemente retrò di alcune immagini sono quindi il passaggio obbligato per la lettura del messaggio. Tre fotografie, The imperfections of memory, diventano un racconto per immagini, dove la copertina di un quotidiano retta da un autoritratto dell’artista ripetuto più volte ci alloca da un punto di vista spazio- temporale (l’11 settembre). Nella seconda immagine dove una donna incorniciata rappresenta l’ultimo ricordo nel momento del dramma scompare ogni riferimento, mentre nella terza ed ultima compare l’invito ad interagire, decretando da una parte la “fine” e dando la possibilità dall’altro di ripensare/ci. Gli stessi meccanismi tornano nelle altre opere in mostra, in cui la riflessione si sposta verso il rapporto uomo/ambiente mentre dalla fotografia Buzzetti si muove verso la musica ed il video.
Il progetto È necessario che le nuvole fuoriescano dalla cornice / It is necessary that the clouds come out of the frame nasce con la collaborazione di Davide Quadrio di Arthub Asia ed è stato curato da Viviana Siviero.

stefano verri
mostra visitata il 12 luglio 2011

dal 11 giugno 2011 al 23 luglio 2011
È necessario che le nuvole fuoriescano dalla cornice / It is necessary that the clouds come out of the frame
a cura di Viviana Siviero
Sponge Living Space
Frazione Mezzanotte, 84 – 61045 Pergola (PU)
Orario: tutti i giorni su appuntamento
Ingresso libero
Info: mob. +39 3396218128; spongecomunicazione@gmail.com; www.spongeartecontemporanea.net

[exibart]

I Commenti sono chiusi

Iscriviti alla Newsletter!
Categorie
Archivi
Articoli più letti
  • Non ci sono elementi
Questo sito utilizza i cookies - This website uses cookies
OK