PERTURBAMENTO – UNHEIMLICHKEIT

Due anni fa al MOMA di New York la grande retrospettiva di Marina Abramovic si intitolava The Artist is Present : l’artista seduta ad un tavolo accoglieva in prima persona il pubblico in religioso silenzio, per 8 ore al giorno, per 3 mesi, tutti i giorni.
Un passaggio epocale per il mondo della performance ed un riferimento imprescindibile per il “perturbamento” di Tiziana Contino. Oggi con la rete è possibile collegarsi da qualsiasi punto del pianeta ed annullare qualunque distanza, la Contino elegge il dialogo con lo spettatore, come pilastro della sua ricerca sin dagli esordi performativi del 2003/4 e la sua interazione si affianca alla multimedialità, utilizzando il video, il computer, internet per riportare l’atto ancestrale dell’agire drammatico, dal verbo greco δραω = fare, ad una realtà dichiaratamente contemporanea e fortunatamente contaminata dalla tecnologia.
Contino è presente, ma non fisicamente, questo è l’aspetto centrale del progetto a cui stiamo assistendo. Gli arredi dal sapore irriverente che, rimandano ad un arte allegorica che mistifica nel titolo la sua vera natura provocatoria, come il divano a metà tra il bene e il male, il servizio da tè tra integro e disintegro fino ad arrivare all’infuso offerto che, sarà di natura diversa tra quello dell’artista e quello servito al pubblico, rappresentano invece il messaggio.
Il nostro presente vive, subisce e reagisce alla globalizzazione, siamo la terra promessa per il sud del mondo e l’economia declassata per l’occidente capitalista. Luoghi incontaminati, come le nostre isole nel cuore del mediterraneo, un tempo paradiso dei vacanzieri oggi sono l’inferno dei profughi, il razzismo torna a bussare alle nostre porte anche quelle più liberali e stabilire un dialogo con sentimenti così spaventosi, quali disagio e discriminazione, si prefigura come una montagna molto alta, la cui vetta è ancora vergine mentre gli alpinisti affinano la tecnica per poterla scalare.
Tiziana Contino mette in scena questa condizione, ne parla apertamente, invitando chi la osserva a sedersi sulle punte scomode ed offrendo da bere un liquido estraneo e sgradevole . L’artista c’è ed affronta il silenzio, registra le reazioni, le provoca suscitando un’inevitabile riflessione.
Nelle altre sale una carrellata dei precedenti lavori permetterà di comprendere a fondo le fondamenta della ricerca, permettendo allo spettatore di compiere un viaggio completo nella sua opera. Tiziana Contino è un artista che sfida il conformismo per evidenziare alla sua società un disagio ormai impossibile da ignorare. Il processo di educazione all’integrazione è un dovere anche per l’arte e Tiziana se ne assume la responsabilità portandolo al centro di questa mostra.

Chiara Vigliotti


Vedi il comunicato stampa

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