ANDREA GUERZONI
Coffee, Each Time You Break My Heart

Storia per personaggi inesistenti (o disegni per una storia che non c’è)
di Corrado Premuda

Tlin, tlin, tlin…

Un tintinnio di cucchiaini, o forse di pennelli.
Compriamo tutto, signori! Bambole, bambolette, anche nude e spettinate, teste di bamboli senza più la molla, gambe, nasi… tutto insomma! Aprite i cassetti e rovesciate fuori ogni sciocchezza, signori, senza imbarazzo, con prontezza!

Tlin, tlin, tlin…

Peccato che questo clamore sinistro sia lo stesso di quando mi si è rotto il cuore. E ogni volta che succede “a little voice inside me cries”.

Tlin, tlin, tlin…

Io la indosso così e sfilo splendido davanti a te, olè!
Tu cerchi d’infilartela dove non si può, tapino e disperato, come me!
Cosa mi avevano detto della maschera? È come una protesi: se te la metti, poi quella cammina da sola! Stai attento, vive di vita propria…
Che paura: l’ho tolta. Uno strappo e via! Sparita! E adesso mi guardo… sono sfacciato. Tolta la maschera, è sparita anche la faccia. Sfacciato. Ben mi sta. Ora, senza faccia, posso dire ciò che mi pare: “Ho una voglia dolceamara di tenerezza e di delitto”.
– Perché dipingere le forme con il caffè?
– Perché berlo non posso, e non perché io sia eccitabile: eccitarsi, anzi, sarebbe cosa buona e giusta, soprattutto per un artista con tutti i crismi! È un altro modo per gustarlo: mentre mescolo nella caffettiera col pennello, l’aroma riempie tutto il corridoio. Poi, col tempo e con la luce, il colore sulla carta potrebbe schiarire, schiarire fino a svanire… A quel punto sarà l’ora di preparare un altro caffè.

Tlin, tlin, tlin…

È permesso? Scusate…
Per entrare in corridoio non serve bussare, lo sanno tutti. Però altrimenti è strano: bussare è l’unico modo per cominciare. Certo, senza la porta il problema scomparirebbe, ma dietro l’angolo ce ne sarebbe certo un altro. Forse però… la porta c’era e poi è stata tolta… Bene, oplà!
– A me piace il ca…
– Cos’è che ti piace? Il caffè?
– Eh, magari… Una gastrite al giorno toglie il caffè di torno.
– Ma se ti piace tanto il ca… te ne procuro io a volontà: è meglio di una stampella, non lo sai?
Vendiamo tutto, signori. Bambole, bambolette ossigenate, bamboli calvi… Vecchi balocchi, arti monchi e posticci, resti di corpi scoloriti: tutto, tutto! Avanti, signori…

Tlin, tlin, tlin…

Strano, mi è parso di udire un rumorino. Qualcuno che bussa? Impossibile. D’altronde non resta niente se non qualche scaglia di cioccolato su una macchia di caffè. Eh va bene, cosa volete, è andata così. Ma adesso sarà meglio dare una pulita. Resta la traccia, mostra la macchia…
Prrrrrrrr, una pernacchia!
I see the look in your eyes
I know you’re hurting inside

Tanto, quello che è rotto è solo il mio cuore. Hai voglia, poi, di metterti a trafficare sulla carta con la penna a sfera nera e un goccio di caffè…
Non c’è niente da illustrare per un artista.

luglio 2011

Vedi il comunicato stampa

I Commenti sono chiusi

Iscriviti alla Newsletter!
Categorie
Archivi
Articoli più letti
  • Non ci sono elementi
Questo sito utilizza i cookies - This website uses cookies
OK