di Milena Becci

Due percorsi paralleli di due artisti s’incrociano nelle stanze di Casa Sponge, colme di Vril.

Cos’è Vril? 

Credo che per il momento sia sufficiente ascoltare il suono di questa parola, la sua vibrazione divina. Dimora Artica, gruppo fondato a Milano nel 2012 da Diego CinquegranaAndrea Lacarpia e Luigi Massari, ha voluto, con le opere di Cinquegrana e Lacarpia, attraverso una rivalutazione critica della filosofia e dell’immaginario della tradizione, portare l’energia Vril all’interno delle stanze di Casa Sponge, nella direzione di una tensione sessuale ricca di pathos. È così che, varcando la porta, tutto è permeato da Vril. Il punto è il problematico contrasto tra il principio virile e quello femmineo, lo scontro tra ciò che è maschile e ciò che è femminile; due aggettivi, questi, che racchiudono due mondi opposti, che spesso si avvicinano in modo drammatico.

La tragica possibilità di questo incontro è chiara nella stanza principale di Casa Sponge, il soggiorno, la prima delle tre occupate dalle opere di Diego Cinquegrana. Qui è presente un grande arazzo di velluto nero ricamato dall’artista, Tauromachia, che rappresenta due tori in agone. C’è il desiderio del congiungimento, i musi e le corna si sfiorano, ma la sua impossibilità, che rinnova la fantasia, è data dalle energie contrastanti, abbandonando l’idea della realizzabilità concreta dell’unione. Il maschile e il femminile, così, si bipartiscono in altre due camere della Casa.

Nella prima vediamo, attraverso una fessura dell’uscio, un’installazione collocata sul letto e composta da una forma fallica, simbolo maschile, celata da una coperta ricamata da Cinquegrana con una spirale fiorita che si solleva verso l’alto, seguendo l’apice della forma sottostante e riprendendo lo Siva Lingam, oggetto dalla forma cilindrica, fallica, simbolo del principio creatore presso i popoli della civiltà induista.

La seconda camera non poteva che accogliere il femmineo: sul giaciglio, una giovane donna con dei lunghi capelli rossi – l’artista Enrica Berselli, che ha collaborato per l’occasione con Cinquegrana – pratica autoerotismo, distraendosi di tanto in tanto dal rito sorseggiando vino rosso da un calice di vetro. La sua mano scorre sotto un’ampia gonna ricamata dall’artista con un disegno che riprende la copertina della prima edizione del libro La razza Ventura di Edward Bulwer-Lytton, il primo autore che parla di Vril.

Il corridoio, scandito dai guazzi di Diego Cinquegrana, ci conduce alle opere di Andrea Lacarpia.

Il percorso ci porta alla piccola aquila imperiale in metallo, Apoteosi Virile, posta sopra un’esile colonna, quindi sopraelevata e simbolo ideale, non più sessuale. L’emblema fallico della colonna che si spinge verso l’alto s’investe di sacralità. L’aquila, immagine-archetipo della legione romana dalla tarda età repubblicana, e la colonna, simile all’asta del labaro, insegna militare dell’antica Roma, divengono in quest’installazione anche metafora del potere maschile.

L’ultima stanza di Casa Sponge ospita il libro d’artista di Andrea Lacarpia, Generator VRIL: una sorta di manuale per la creazione dell’energia Vril tramite gli opposti. A donne-medium si affiancano immagini di figure e simboli maschili che rappresentano l’azione eroica. Ritroviamo anche qui la colonna, allegoria virile che congiunge terra e cielo per arrivare a realtà ideali, non altrimenti raggiungibili indugiando sul piano sessuale – che, comunque, rimane punto di partenza.

Cos’è quindi Vril?

È del 1871 il romanzo dell’inglese Bulwer-Lytton, La razza ventura, che descrive un mondo sotterraneo abitato da semidei, scoperto dal protagonista della narrazione mentre esplora una miniera: siamo immersi nell’energia Vril, il fuoco misterioso con il quale possono essere operati prodigi, lo stesso che abbiamo respirato a Casa Sponge. Fu Madame Blavatsky, esule russa e fondatrice della teosofia, a studiare per prima, influenzata dal romanzo, la terribile energia Vril, arrivando persino a dichiarare, ne La Dottrina Segreta del 1888, che il nome può essere stato inventato, ma la Forza stessa è un dato di cui in India si dubita ben poco, poiché viene menzionato in maniera frequente. Ecco che si arriva a comprendere che i sostantivi utilizzati sono diversi, ma il concetto è uno: Vril è il fuoco spirituale, chiamato in modi differenti a seconda delle religioni.

Anche il nazismo si è generato in buona parte dal terreno proliferante dell’occultismo: Maria Orsic, medium della Thule Gesellschaft, nucleo originario del partito, nel 1921 fondò la Vril GesellschaftSocietà Vril, composta interamente da donne con lunghe chiome, che indaga sulle origini della razza ariana e presenta l’idea di un matriarcato sotterraneo, un’utopia socialista governata da esseri superiori che avrebbero avuto padronanza sulla misteriosa energia chiamata Forza Vril.

La rappresentazione dell’energia Vril a Casa Sponge è una chiara risposta al bisogno che anche oggi l’uomo ha di una mitologia che lo ricolleghi alla natura. La tensione sessuale ed il contrasto tra maschile e femminile sono due sponde interne, ed esterne, all’essere umano, dalle quali scaturirà inesorabilmente, ed eternamente, la dirompente forza creatrice di Vril.

<a href=”http://www.seroxcult.com/arte/920-diego-cinquegrana-e-andrea-lacarpia-vril-casa-sponge-pergola-pu-finissage-26052013.html” target=”_blank”>da SeroxCult</a>

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