Giovanni Gaggia ad Ascoli Piceno
scritto da Fabiana Gabrielli

Ad Ascoli Piceno presso lo Spazio NovaDea della Libreria Prosperi, diretto da Daniele De Angelis, sabato 2 aprile alle ore 18 si aprirà I need you, personale dell’artista pergolese Giovanni Gaggia, curata da Claudio Composti.

L’inaugurazione della mostra sarà animata da una performance proposta dallo stesso artista marchigiano. Prosegue, in tal modo, il cammino itinerante promosso da Sponge Arte Contemporanea, associazione culturale nata a Pergola (PU), di cui Gaggia è uno dei fondatori.

I need you è una tappa di Translation – identità transitoria, un progetto in divenire di Giovanni Gaggia e Mona Lisa Tina. Tale percorso, che prevede più luoghi e diverse azioni performative, si propone di riflettere sull’identità e sul corpo.

La domanda che si pongono e a cui ci sottopongono gli autori di Translation sembra essere: “Cos’è l’identità?”. Se da una parte risulta legata a una dimensione intima e personale dell’essere e, dunque, inconfondibile parte dell’Io, dall’altra la società, con le sue regole e convenzioni, è intervenuta sul corpo, lo ha modificato, lo ha piegato a un modulo riconoscibile attutendone le differenze. Da qui parte la volontà di recuperare la dimensione corporale come identità transitoria e riflesso di una trasformazione in atto.

Con il titolo della sua personale, I need you, Gaggia ammette di avere bisogno di noi; infatti, proprio attraverso le relazioni, l’uomo prende coscienza di sé e riceve la conferma di esistere. Ciò sottende la necessità di completarsi nell’altro e la fiducia di poter realizzare un progetto insieme.

Questo discorso trasposto nell’arte significa non poter fare a meno dello spettatore che guarda e interagisce con l’opera. La partecipazione è ancor più richiesta quando l’artista si esprime in vere e proprie azioni performative, come nel caso del giovane Gaggia.

L’artista pergolese avverte la necessità di trasformare la sua performance in nostra performance, invitandoci a far parte della sua arte, pur mantenendo i nostri pensieri e le intime emozioni con la possibilità, però, di condividerli, scriverli o tacerli.

Basterà la nostra presenza, la scelta di esserci e diventare noi stessi la performance.

Una musica familiare accompagna il visitatore in un buio seminterrato, per un incontro intimo e meditativo con l’arte e se stessi…” promette Giovanni Gaggia “…Lo spettatore osserva ed è osservato, il suo corpo si confonde con le tracce lasciate dall’artista. L’opera si smaterializza al soffio del vento, per riacquistare successivamente una concretezza ulteriore, in gesti di condivisione e nell’ascolto profondo delle proprie sensazioni…”.

L’artista, attraverso uno scambio reciproco, ci vuole dimostrare che insieme possiamo creare qualcosa. Senza dubbio I need you rappresenta un omaggio alla Performance Art come forma creativa e la possibilità di partecipare al rituale dell’Arte.

La mostra, visitabile fino al 3 giugno, si somma ai numerosi eventi che hanno animato Quid est veritas (?), la terza stagione espositiva della home Gallery Sponge Living Space di Pergola. Tra gli appuntamenti artistici e creativi che Casa Sponge ha proposto negli ultimi mesi si segnalano le personali Il punctum di Rita di Rita Vitali Rosati, Aimless di Veronica Dell’Agostino, Inner drawings/Drawings inside di Claudia Gambadoro, Rin Zen di Daniela Cavallo, Revelations di Rita Soccio,Disorder di Galileo Sironi, Fall and Rising, Fall and Rising, Fall and Rising, Fall and Rising di Mirko Canesi, La mansuetudine dell’abiura, tripersonale di Federico Forlani, Michele Pierpaoli e Red Zdreus, e, per finire, le due collettive Christmas Tree D’Artista.

Giovanni Gaggia è nato a Pergola (PU) nel 1977, dove vive e lavora. Attivo nel panorama artistico nazionale ormai da diversi anni, i suoi lavori sull’identità e sul corpo vantano anche recenti collaborazioni ed esposizioni nel panorama europeo. Nel 2011, infatti, si è tenuta a Berlino, presso la galleria Facktoy-Art, Corpo fisico, Corpo etereo doppia personale di Giovanni Gaggia e Max Bottino a cura di Roberta Ridolfi. È terminata da poco anche la mostra Dalla performance al video, curata da Emanuele Beluffi e ospitata dalla BT’F Art Gallery di Bologna. Per segnalare solo alcune tra le principali presenze di Gaggia si ricordano: nel 2010 White Cellar, a cura di Chiara Canali presso l’ex Palazzo Fiat di Torino e Ustioni, VI edizione di Private Flat, Firenze, curata da Matteo Bergamini. Nel 2010 si è tenuta Natura Anfibia a cura di Claudio Composti e Massimo Rizzardini presso la mc2gallery di Milano; nel 2009 in occasione del Premio Celeste Gaggia è stato protagonista di una performance d’apertura nella Fabbrica Borroni a Bollate. Nello stesso anno ha partecipato alla collettiva Logiche Trasversali, curata da Roberta Ridolfi all’interno della Galleria Factory-Art Contemporanea di Trieste.


recensione tratta da www.marchecultura.com

I Commenti sono chiusi

Iscriviti alla Newsletter!
Categorie
Archivi
Articoli più letti
  • Non ci sono elementi
Questo sito utilizza i cookies - This website uses cookies
OK