di Jack Fisher

Sei opere pittoriche, una performance, uno spettacolo.
Dieci domande per conoscere l’artista e la sua poetica.

Jack Fisher: Buon pomeriggio Simona, come hai iniziato ad essere artista?
Simona Atzori: ho iniziato a dipingere all’età di 4 anni e a danzare a 6 anni. Probabilmente solo ora mi rendo conto di non essere stata io a scegliere queste due forme artistiche ma sono state loro a scegliere me, in quanto sono talmente parte della mia vita che ora io mi esprimo attraverso di loro. Loro sono il mio tramite tra tutto ciò che ho dentro di me e tutto ciò che è il mio mondo e le persone che desiderano entrare in questo mondo.

Sei sia danzatrice che pittrice, le due forme d’arte si influenzano? Se sì, come?
Sia la danza che la pittura parlano di me ed è per questo che entrambe sono così importanti per me da influenzarsi in maniera fortissima. La danza è l’attimo di un emozione che poi dopo la performance artistica svanisce e rimane nel profondo dell’anima, ma non ha una collocazione spaziale. E’ proprio qui che entra in gioco la pittura, perchè diventa il mio tramite per fermare quelle emozioni provate sul palcoscenico. I colori e le forme che il mio corpo ha creato danzando, vengono fermate in modo concreto sulla tela.

Su quali basi si fonda la tua poetica? Me la puoi descrivere?
E’ difficile rispondere a questa domanda, perchè l’esigenza di creare nasce da un impulso molto profondo e a volte inconsapevole. Io penso che nasca anche da un mix di emozioni e sensazioni e di voglia di comunicare con gli altri, qualcosa che non ha senso rimanga dentro di me. La voglia di “gridare” attraverso l’arte, qualcosa che non riesce a rimanere nascosta dentro ma sente forte l’impulso di diventare parte anche delle emozioni degli altri.

In questa occasione i tuoi dipinti non sono esposti né in un museo né in una galleria ma occupano gli spazi dell’affissione pubblica di Cagli. Perchè?
Perchè quando l’associazione culturale Sponge ArteContemporanea mi ha proposto questo tipo di “esposizione”, l’ho trovata un’ idea meravigliosa ed entusiasmante. Perchè l’arte diventa per tutti, anche per chi non è abituato ad entrare in una galleria, e quindi è l’arte che va dal pubblico e non il contrario. Ed è bellissimo vedere le proprie opere aperte a tutti e in mezzo alla vita della città.

Nel testo che accompagna questo progetto, Susanna Ferretti scrive […] “L’energia vitale, che fluisce nel movimento del corpo, nella pittura diventa consapevolezza di una forza ancestrale[…]” Concordi?
Concordo al 100% e anzi mi fa davvero piacere che lei sia riuscita ad entrare in modo completo dentro le mie opere e dentro il loro significato. Ed è proprio questa forza vitale che non solo muove il mio corpo mentre danzo, ma si manifesta anche nei miei colori.

Simona and friends” è il titolo dello spettacolo che ti vede protagonista, perchè questo nome e che importanza ha per te?
Questo titolo è molto importante per me, perchè ha un significato fortissimo, ed è la mia voglia di condividere il mio amore per la danza con grandi ballerini, come quelli del teatro alla Scala di Milano, sotto il nome dell’amicizia. Loro oltre ad essere dei grandi artisti, sono anche grandi amici e questo è un aspetto che traspare in scena mentre balliamo insieme. Tutto questo nasce sempre dal desiderio di unire l’anima all’arte.

Per Dance Immersion 2010, oltre alle opere pittoriche, il tuo spettacolo, presenti una performance. Di che si tratta?
La performance che presento è un po’ particolare perchè inviterò gli spettatori della mia mostra a “entrare nel mio mondo”, a sedersi insieme a me attorno ad un foglio di carta e a provare ad usare le loro “mani in basso”, e cioè i loro piedi.

Il pubblico è parte attiva nella tua performance, perchè questa scelta? Che emozioni vuoi suscitare in loro?
Il mio desiderio è quello di provare a far riflettere le persone sulle grandissime potenzialità che il nostro corpo e la nostra mente hanno. La maggior parte delle persone sono solite fare riferimento solamente a ciò che conoscono, senza rendersi conto invece che aprirsi e cercare di conoscere gli infiniti mondi che ci circondano può dare delle emozioni incredibili e forse anche cambiare il senso della loro vita.

Che progetti hai per il futuro?
Progetti sempre tantissimi sia nel campo della danza che in quello della pittura e poi il progetto a cui tengo molto, perchè non riesco ancora a portarlo a termine è quello di scrivere un libro per raccontare le straordinarie emozioni che la vita mi sta dando.

Chi è Simona Atzori?
Bella domanda. Se lo sapessi risponderei volentieri. A parte gli scherzi, mi piace pensare a me stessa come ad una persona che ama moltissimo la vita e che ha trovato nell’arte il modo più bello ed emozionante per esprimere questo amore.

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