L’arte nelle Mani? Nelle mani di chi?


25 aprile 2012 da Casa Sponge, penso alla nostra prossima avventura, il vero e proprio start di un nuovo progetto che prende il via proprio da qui: il loco che mi permette di lavorare. E’ una iniziativa voluta e pensata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Valorizzazione dei Beni storici ed Artistici della Provincia di Pesaro e Urbino che inizierà con una giornata di studi sulle residenze creative e i sistemi territoriali per la promozione dell’arte contemporanea, proprio nel giardino della mia dimora d’arte preferita. Il giorno in cui decido di scrivere non è un giorno qualunque lo prendo a simbolo del lavoro di Sponge ArteContemporanea la struttura no profit che, con non poche fatiche, resiste ed esiste e che l’assessorato alla cultura della provincia di PU ha deciso di valorizzare e prendere come segnale di un modo di fare cultura oggi attivo e propositivo.
Ne parlo con l’Assessore alle Politiche Culturali e Valorizzazione dei Beni Storici ed Artistici della Provincia di Pesaro e Urbino Davide Rossi.


E’ dallo SPAC che doverosamente devo partire. SPAC è l’acronimo col quale l’Assessorato Politiche Culturali Provincia di Pesaro-Urbino ha identificato dal 2000 un percorso delle Arti Visive su tutto il territorio provinciale; ora le tappe sono 21 sia in grandi centri che nei piccoli comuni: una sorta di “museo diffuso” dedicato all’Arte di oggi. Quale è lo stato attuale?
La rete SPAC oggi è una realtà vivace che propone mostre ed eventi. Nel corso degli anni si è arricchita di nuovi centri espositivi, che propongono forme di produzione artistica riconducibili all’idea di residenza. Penso a Scolpire in Piazza a Sant’Ippolito, Out of Range di Frontone, Il Centro TAM (Trattamento artistico dei metalli) di Pietrarubbia, De Industria a Fermignano fino all’attuale esperienza di residenza di Gradara “GradArt”, un percorso tra arte e disabilità culminato con la mostra sensoriale “Vietato non toccare”.

In un momento dove i finanziamenti alla cultura sono diminuiti drasticamente, come far si che le attività culturali non muoiano, nello specifico come proseguire a far vivere il progetto SPAC? Proprio per le difficoltà economiche che il nostro Paese sta attraversando credo sia necessario continuare a promuovere ciò che di interessante il territorio propone.
Lo SPAC prosegue il suo percorso con il progetto “L’arte nelle mani” ideato dall’Associazione Culturale Artemusica. Con il convegno di giovedì 3 maggio, si concluderà la prima fase di studio e riflessione. L’intento è quello di valorizzare le esperienze esistenti sul territorio per metterle a confronto con altre nazionali ed internazionali, al fine di progettare una politica culturale di più ampio respiro.

Come mai avete pensato di ripartire da una struttura privata? Perchè proprio Casa Sponge?
Casa Sponge, sede dell’Associazione Culturale Sponge ArteContemporanea da diversi anni accoglie ed ospita artisti che realizzano le loro opere ispirati dal luogo e dagli spazi della casa stessa.
L’attività dell’Associazione propone un modo di fare cultura vivace, libero e costantemente attento alla ricerca, indicandoci un percorso alternativo a quello proposto fin’ora dal sistema arte italiano. Un percorso di stampo mittle-europeo volto ad incentivare una riflessione su come rinnovare spazi ed idee per l’arte.
Il direttivo dell’associazione mi ha proposto di ospitare il convegno proprio qui e allora mi è sembrata la cosa più naturale scegliere questo luogo, che ha realizzato 4 stagioni espositive, aprendo la porta a tantissimi artisti e curatori provenienti da tutta Italia e non solo.

E’ importante che l’arte fuoriesca da strutture come musei e gallerie e sbarchi in luoghi ad essa non deputati? Se si perché?
È importantissimo. Da un lato, è sicuramente un modo per permettere all’arte di raggiungere nuovi pubblici e, dall’altro, è uno stimolo ed un’opportunità per l’arte e gli artisti di confrontarsi con spazi “altri”, con rapporti “differenti”, con ritualità “nuove”, con pratiche “alternative” e per immergersi a fondo in patrimoni culturali, sociali ed ambientali altri da quelli di appartenenza.

Domenica 8 Gennaio 2012 pagina 23 dell’inserto La Lettura del Corriere della Sera, Le opere in cucina di Vincenzo Trione – “ Oggi il museo tende a rafforzare la crisi delle gallerie private collezionismo e mass media specializzati. Se dovessi prevedere uno scenario per il 2000, vedo il ritorno alle gallerie, quelle più giovani, magari in una condizione di precarietà, tuttavia di vitale spirito avanguardistico” ha scritto Achille Bonito Oliva in un saggio degli anni Novanta. E’ quel che sta accadendo. Nel tempo della crisi, il sistema dell’arte contemporanea prova a resistere ritagliandosi oasi di sopravvivenza. Cerca di ridefinire la sua stessa identità, ricorrendo a strategie alternative. In tal senso rivelatore il fenomeno delle home galleries…- Mi permetto di aggiungerci scelte artistiche estremamente selettive basate sulla ricerca / concetto e questo diventa il mio survival kit per l’arte contemporanea. Il tuo quale è?
Mi trovi in perfetto accordo. Ritengo fondamentali ricerca ed innovazione, ma nel mio ruolo di amministratore pubblico devo aggiungere al kit la parte economica. Per questo motivo il 3 maggio abbiamo voluto la presenza del prof. Pier Luigi Sacco che da anni si occupa di economia della cultura.

Credo che l’intenzione di questa conferenza sia far cambiare direzione allo SPAC. E’ corretto? Quale?
Non è un vero e proprio cambiamento di direzione, si tratta di ampliare l’offerta culturale di un territorio, potenziando e stimolando nella rete le esperienze di residenze creative. Dare nuova linfa al progetto cercando inoltre di coinvolgere i molti artisti, nati in queste terre o che le hanno scelte come luogo di vita.

Pensi che lo SPAC rispecchi realmente ciò che sono le arti visive oggi, se non nel mondo almeno in Italia?
Credo che lo SPAC debba proporre un’immagine di sé moderna ed innovativa, attenta ai giovani e alle nuove tendenze. Intravedo nella rete una piccola rappresentazione di quello che oggi sono le arti visive. Se riusciremo a coinvolgere nuovi artisti e valorizzare nuove idee allora avremmo raggiunto un buon obiettivo.

L’arte nelle Mani? Nelle mani di chi?
L’arte nelle mani di tutti, in primis in quelle degli artisti spesso ce lo dimentichiamo.

Cosa succederà dopo questa chiacchierata?
In relazione alle possibilità economiche con cui l’Assessorato dovrà fare i conti nel 2013 vorrei continuare questo progetto. Vorrei lavorare soprattutto per rendere più forti i legami tra la nostra provincia e altre realtà italiane ed europee.

Quale è la mission del tuo assessorato?
La mission del mio assessorato è ovviamente quella di creare e favorire Cultura in tutte le sue accezioni. Nello specifico, il mio intento è cercare di rendere maggiormente accessibili gli spazi espositivi, creando gemellaggi ed occasioni d’incontro per operatori ed artisti, favorendo l’operato in particolare dei più giovani e meritevoli.

Cosa c’è all’orizzonte?
Un grande lavoro. Virando il senso, bel tempo, spero, visto che la conferenza si terrà in giardino.

Dove sei ora?
Nel mio ufficio di Pesaro dietro la scrivania

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