Tiziana Cera Rosco nel progetto Esercizi di luogo unisce: tempo, memoria e parola in un unico gesto.

L’installazione e l’azione, riproducono un luogo del se, una camera intima, nel quale, la camicia del matrimonio del padre è testimonianza del passato e la voce dell’artista traccia del presente, in un corpus unicum. Un arazzo composto di immagini private vecchie e dell’oggi mixate con sette brani da lei composti e riscritti a mano con il proprio figlio, costruiscono un coinvolgente tableau vivant.

Esercizi di luogo non vuole rievocare il passato ma esortare la vita, invitando il pubblico a riflettere sul rapporto tra essere umani, più che tra padre-figlia. Il legame di sangue è erroneamente dato per scontato dalle attuali convenzioni sociali, considerato un dato acquisito dalla nascita. Si tende a dimenticare in fretta del passato neanche tanto remoto in cui la prole doveva conquistarsi la “considerazione” del padre.

“L’appartenere” a qualcuno può diventare un metro di valutazione della nostra stessa esistenza. Tutto ciò che siamo deriva, spesso, da conflitti interni, dalla visione statica che abbiamo di noi stessi e del mondo.

“Una frase di Nietzsche – scrive Tiziana Cera Rosco – un giorno mi si presenta così: “d’ora in poi non si dovrà parlare di me ma delle cose per le quali io esisto”, ed io ho accolto l’invito e l’ho tenuta come filo rosso di una mostra sul Corpo Familiare ( sempre per Sponge ArteContemporanea che ospita questa anticipazione), una mostra sulla biografia, di cui, la “stanza” dedicata al Padre è una parte che rappresenta in sé ciò che è presente in tutto il lavoro, ossia l’esortazione al Corpo Presente (ossia un corpo composto dall’immagine mentale del proprio, dal colloquio con quello dei figli, col nudo, dallo sguardo su quello dei genitori, dagli animali selvatici che popolano la mia esistenza ovunque io mi svolga e dagli artisti, vivi o morti, con cui rinsaldo la mia solitudine). Questa infatti è una commemorazione ad un vivo!

Il titolo Esercizi di Luogo è da prendere alla lettera. E’ come un esercizio ad abitare il luogo del legame, il posto che un legame occupa e di cui impariamo a discernere la morfologia e, rispondendo al tema di “Arte Accessibile” ho cercato di realizzare l’idea con i materiali a cui io ho sempre facile accesso direttamente dalla scrivania (che è il mio posto selvatico): carta, foto, scrittura, registratore. [..] “

La performance diviene esercizio per esorcizzare la realtà, la parola trasformata in poesia rende palese il legame tra tempo e memoria.

Jack Fisher


testo critico di “Esercizi di luogo” di Tiziana Cera Rosco, special guest a “Where is your brother?”

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