Legno, carta, metallo, motore elettrico, magnete; cm 75 x 75 x 80

Il lavoro è stato realizzato in occasione di NUOVA GESTIONE, progetto a cura del collettivo sguardo contemporaneo: inaugurata nel febbraio 2012, la prima edizione di NUOVA GESTIONE ha visto la riattivazione temporanea di alcuni negozi sfitti del quartiere popolare Quadraro, a Roma, grazie all’intervento di sei artisti contemporanei. Fra questi anche Marco Bernardi, che è intervenuto in un locale di via Filippo Re, precedentemente ufficio di un’azienda che produceva ascensori, poi trasformato in internet point.

Apparentemente asettico e privo di stratificazioni, lo spazio presenta tuttavia una particolarità: il pavimento cela infatti una botola e l’inizio di un cunicolo che, si racconta, abbia nascosto alcuni abitanti del quartiere durante il drammatico rastrellamento del 17 aprile 1944.

Marco Bernardi si è riallacciato a questa vicenda per attraversare in modo personale e apparentemente leggero una delle memorie più drammatiche del quartiere: un tavolo da seduta spiritica deserto e silenzioso dove una moneta traccia sempre la stessa frase: ‘VEDOVEDOVE’. Un riferimento alle tante donne che durante quel rastrellamento persero i propri mariti, figli e nipoti tra i 947 uomini che furono deportati in Germania come prigionieri politici.
Italo Calvino, in uno dei passi più belli delle sue Lezioni Americane, parla della leggerezza come gravità senza peso dell’intelligenza, una connessione tra melanconia e humor, tra tristezza e comicità, capace di reagire con creatività alla pesantezza del vivere. È un atteggiamento che sembra attraversare VEDOVEDOVE (seduta ‘di spirito’ più che spiritica) come gran parte dei lavori di Marco Bernardi, a partire dai manufatti e dagli oggetti antropomorfi (archetipi moderni, simboliche estensioni del corpo umano) fino alle macchine assemblate artigianalmente, che cercano con i propri movimenti di scandire il tempo della vita, alla ricerca di un’impossibile sintonia. Sono movimenti costanti eppure incerti, votati all’imperfezione, come quelli che segnano questo progetto. Una delle regole dei rituali magici vuole che lo spirito invocato sia libero una volta caduta la moneta dal tavolo: in VEDOVEDOVE il percorso sempre uguale della moneta calamitata sembra raccontarci l’impossibilità di un contatto diretto con il passato, ma anche la persistenza della memoria nel rievocarlo. Come una moneta che ne solca continuamente la superficie, cercando di non scivolare via.

sguardocontemporaneo

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