LAURA BALDINI: UN POP UN PO’ SURREALE…

A vederla, Laura Baldini, sembra una creativa nord europea un po’ vintage un po’ dark-wawe. Poi la ascolti parlare e intuisci che dietro a quello che sembra essere c’è tutto un universo in cui convivono una serie di eccessi, paradossi, sentimenti che non prescindono mai dalla sua innata dolcezza. Laura è capace di parlare con dolcezza ma quando dipinge diventa quello che realmente è: un’artista dalla forza sorprendente. Una forza che evoca immagini di dissidi interiori, una creatività ribelle che non risponde a regole e costrizioni. Il suo è un lavoro “pieno” e vitale, che vorrei poter catalogare come chiaramente femminile ma, nel momento in cui penso questo, mi accorgo dell’esatto contrario…Anche la lettura del suo lavoro si presta all’interpretazione del paradosso!

E’ forse per questo che il lavoro di questa artista non si può ingabbiare in definizioni o movimenti culturali. Parliamo di un lavoro immensamente libero e dunque assolutamente mutevole. Osservando i lavori di Laura non possiamo certo parlare di bellezza, di politically correct, di piacevolezza rassicurante, come fossero concetti assoluti. Non possiamo perché i soggetti da lei creati non vivono nel mondo reale e dunque non sono soggetti alle sue regole e alle sue sovrastrutture culturali e sociali.

Laura mette in scena sogni, visioni, momenti che hanno sfiorato in qualche modo i suoi assetati di immagini, per questo non necessità di spiegazioni estetiche il suo lavoro. E’, quello di Laura un lavoro che comunica da se, entra di forza nella mente di chi osserva a patto che la curiosità riesca a disegnare il miracolo della comprensione. Insomma solo per chi ha un anima arida ed un intelletto cieco questi lavori possono apparire ostici. Le opere selezionate per questa mostra sono un ridotto nucleo “attivo”…nel senso che lasciano molto spazio alla mutevolezza interpretativa della loro poetica. I colori spesso hanno un impatto pop e nello stesso tempo ricordano le strisce d’animazione, soprattutto anche nella costruzione delle scene. I personaggi, nascono dall’immaginazione e dal sogno ma sanno mantenere un magico impatto surreale. Infatti gli arti umani si allungano senza proporzioni, i volti divengono spigolosi ed i movimenti piuttosto simbolici.

E’ questo un punto molto interessante: le posture assunte dai soggetti nelle scene pittoriche! Credo ricordino anche una certa iconografica di ispirazione religiosa , sono figure intente a compiere azioni allegoriche, occupando una scena asfittica, in cui la luce genera una certa forza violenta nelle tinte di colori piatti. Anche i titoli delle opere tradiscono uno spirito dissacrante ed ironico che molto deve alla produzione contemporanea cartoons, illustrazione e graphic novel. La visione che Baldini ha del mondo si riflette tutta nelle opere che produce: un universo in cui i paradossi dell’esistenza sociale, con i suoi standard ed i suoi luoghi comuni, vengono sconquassati attraverso una critica sottile ed efficace che non lascia spazio ad attenuanti e scuse.

<Osservando certi lavori, si ha la netta sensazione che vi sia un luogo “virtuale” da cui provengono tutte le tensioni irrazionali che compongono l’esistenza. I sogni, le ataviche paure, le visioni che ipotizzano scenari futuri, presenti…e perché no, anche passati. Questo luogo-non luogo sta in ciascuno di noi e ci permette di estendere le potenzialità del nostro essere esseri umani. Nei lavori di Laura Baldini si ha la netta sensazione di tutto questo. Ci si confronta su piano immaginario, entro il quale apparentemente non riconosciamo i confini, non ne comprendiamo i codici…per poi ritrovarci a fare i conti con noi stessi.

E’ così che riusciamo nell’intento di entrare un po’ di più dentro noi stessi. Gli schemi sono stati creati per ingessare le intelligenze, i divieti di ordine etico e religioso sono stati imposti all’umanità nei secoli per essere infranti.

Il pensiero libero è alla base dell’unica idea di democrazia che conosciamo e dunque l’esercizio del pensiero è alla base della creatività e dell’arte. Ritenendosi pronti, si potrebbe immaginare un mondo in cui le immagini create possano anche sostituire il linguaggio codificato, poiché l’arte è in grado di comunicare per affinità elettive con il solo sentimento, con la semplice sensibilità, senza altre necessità.

La Baldini percorre vie da esplorare affollando le sue opere di creature dalla breve e fugace vita. Pian piano si staglia un universo denso di domande che non otterranno mai risposte certe….Perché queste opere sono metafora meravigliosa dell’amore…quel sentimento a cui non riusciamo a dare spiegazione razionale, ne durata ma che sappiamo essere indispensabile alla nostra fragile vita.

Roberta Ridolfi

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