Chain reaction

-La reazione chimica è la trasformazione di una o più sostanze (dette “reagenti”) in una o più sostanze differenti (dette “prodotti”). La trasformazione della materia avviene senza variazioni misurabili di massa. La materia delle sostanze reagenti modifica la propria struttura e composizione originaria per generare i prodotti (sintesi).
-Reagente è qualsiasi sostanza che prende parte ad una reazione chimica. I reagenti sono sostanze originarie nella composizione chimica.
Spesso i prodotti di una reazione chimica a loro volta possono essere reagenti di altre reazioni, anche concomitanti.

L’opera contemporanea non è più il punto terminale del “processo creativo” (non è un prodotto finito da contemplare) ma un sito di navigazione, un portale, un generatore di attività. (…)
L’opera d’arte funziona come terminazione temporanea di una rete di elementi interconnessi, come narrativa che si estende fino a reinterpretare le narrative che l’hanno preceduta.(…)
L’opera funziona come agente attivo, scenario rivelatorio, contesto che possiede autonomia e materialità.( N. Bourriaud, Postproduction )

Reagente e reattivo.
La dialettica corrosiva del semionauta che distilla e sintetizza, sceglie, destruttura e struttura contesti, attivatore, navigatore onnivoro e produttore di segni e sensi, che declina il suo discorso artistico ai modi infiniti. È contemporaneo: è “ colui che tiene fisso lo sguardo nel suo tempo, per percepirne non le luci, ma il buio, (…) che riceve in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo “1. Ha uno sguardo bifocale l’artista, remotamente prossimo e un moto “di adesione attraverso una sfasatura e un anacronismo” 2 al suo tempo.

L’attivazione reattiva dell’icononauta, il nomade delle immagini, che percorre al plurale gli spazi e i tempi, disposto a disorientarsi, ad abitare i passaggi, il trasferimento continuo. Interagente emozionale e partecipante. Che ha l’immaginazione incontaminata che è “quel repertorio del potenziale, dell’ipotetico (…) il potere di evocare immagini in assenza” 3.

Il senso del fare artistico contemporaneo, credo sia in questa connessione, nella connivenza, nel processo plurale e cinetico di corrosione, combustione, trasformazione, di catalisi e sintesi, equilibrio dinamico, entropico. Indefinitamente variabile, mobile.
Il processo relazionale tra artista e fruitore dell’arte inteso etimologicamente come “colui che trae frutto, risultato”suggerisce il tentativo di mappare un percorso, attraverso la ridefinizione e s-definizione di alcune parole – chiave che raccontino gli artisti che hanno lavorato per la fondazione Merloni. Il lavoro artistico e le parole divengono riferimenti di comprensione, minime coordinate di navigazione, suggestioni mai definitive ma direzionali.
La nostra è una mappa plurale, mai autoreferenziale di esplorazione, di decentramento, di deriva che diventa movimento possibile generante un senso. Con leggerezza, esattezza, rapidità,

Dislocazione
E’ lo spostamento di un’ asse creativa e percettiva. È’ sovvertire le coordinate di orientamento consueto, moltiplicare il point of view. Trasferimento continuo, perpetuo movimento. Spazio di interattività, di pensiero nomade.
E’ ulteriore indagine dentro linguaggi e significati, scomposizione e analisi di simboli, oggetti, linguaggi, scardinare, abitare gli interstizi tra le cose i sottosuoli e farne luoghi significanti.
E’ “scontornare (…) sradicando, innestando e decontestuallindo le cose”4 e creare nuovi contesti plurali e mobili prelevando. Cosi nei lavori fotografici di Barbara Nati e di Rita Soccio.

È l’invenzione di un altrove, abitando dimensioni ulteriori o dissolvendo la realtà, come avviene nel lavori di Daniele Camaioni, Veronica Chessa, Erika Latini, Francesco Mernini, Alessandro Scartabello.

Essenzialità
E’ sottrazione di peso, analisi e sintesi espressiva, processo di destrutturazione e distillazione. Con leggerezza pensarsi nel gesto; con rapidità tracciare coordinate ulteriori; con vaga esattezza definire un mondo.
Così nei lavori di Daniele Bordoni, Giuseppe Buffoli, Camilla Cazzaniga, Alessandro Giampaoli.

Contaminazione
E’ ibridismo delle forme e sperimentazione di linguaggi, materiali, contesti, possibilità ulteriori, è il dissolvimento virulento della carne, ordire strategie di resistenza, disorientando, trasformando.
Il lavoro artistico diventa luogo del pensiero, della scelta, della sedimentazione e concrezione
È’ il gesto di focalizzare con umorismo quasi pirandelliano che è “avvertimento del contrario”.
Renzo Marasca, Maurizio Senatore, Ljudmilla Socci.

Una manciata di parole e lavori generanti pensiero. Che inneschino una reazione a catena. Irreversibile, inarrestabile.

Simonetta Angelini


1 G. Agamben, Cos’è il contemporaneo?, Edizioni Nottetempo, 2008, p. 13 e p. 15
2 Ivi p. 9
3 I. Calvino, Lezioni americane, Mondadori, 2008, pp. 102-103
4 N. Bourriaud, Posproduction, Postmedia Books, 2004, p. 39


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