Wilderness

La traduzione formale del termine inglese wilderness è area selvatica, attualmente questo vocabolo è utilizzato anche per definire una filosofia di vita che ha come obbiettivo la riscoperta del contatto con la natura selvaggia per riappropriarsi delle proprie energie vitali. Le nevrosi contemporanee per alcuni psicologi non sono altro che il risultato di una perdita progressiva del contatto umano con la natura primordiale.

L’uomo oggi più che mai è costantemente obbligato a soddisfare il mondo delle apparenze a discapito dell’istinto, questa perdita strappa inevitabilmente l’uomo da se stesso dandoci uno scenario statico ed ovvio.

L’opera di Giacomo Carnesecchi offre allo spettatore una possibilità di riscatto.

Il lavoro dell’artista è sospeso tra la ricerca espressiva del contemporaneo e le forme primordiali della pittura rupestre.

Il tratto nero, costante caratteristica del lavoro dell’artista, è istintivo e senza filtri, potrebbe essere il gesto diretto di un bambino.

Ma attenzione, l’universo che Carnescchi ci prospetta è apparentemente selvatico, la gestualità del segno e la forza primordiale del tratto tendono alla rappresentazione delle difficili e tormentate considerazioni sulla natura dell’uomo contemporaneo.

L’opera che meglio esemplifica questa considerazione è Giustizia, la Giustizia di Carnesecchi è ben lontana dalle rappresentazioni umanistiche del Libro degli Emblemi di Andrea Alciati (ediz. 1551) nel quale i giudici sono raffigurati senza mani “per non prendere doni e lasciarsi piegare dalle ricompense” ed il principe è cieco “perché il Senato con le sole orecchie compie quel che ha decretato, lontano dalle passioni”.

La Giustizia dell’artista giudica un piccolo uomo schiacciato dal peso di un personaggio che a sua volta imbocca la stessa, quest’ultima con grande amarezza è in un evidente equilibrio precario!

Dici tutta la verità? è un opera che analogamente affronta il tema della giustizia, il Pinocchio di Carnesecchi è assediato da altoparlanti, ricevitori, antenne e microfoni; dall’esterno tutti aspettano che dica la verità, ma aimè non la dirà mai, il suo naso è ancora troppo lungo, e il grillo parlante che tradizionalmente rappresenta la coscienza del povero Pinocchio in questo caso, con ogni probabilità sta suggerendogli di mentire.

Entrambe le opere, in maniera ironica e scanzonata offrono allo spettatore un lucido spaccato sull’attualità.

La corruzione della natura umana riprodotta dall’artista trova il suo naturale epilogo in Arca. Arca è la rappresentazione di uno dei temi più noti del Vecchio Testamento: “la salvezza”. Il tema Biblico è affrontato dall’artista in modo beffardo e irriverente, infatti, il personaggio a sinistra con grande stupore per lo spettatore sta facendo la pipì nell’arca. L’opera ci suggerisce che con ogni probabilità l’uomo contemporaneo non troverebbe la salvezza neanche se ci fosse un’arca a disposizione.

I racconti di Giacomo Carnesecchi acquisiscono forza grazie all’effetto spaziale ottenuto dal contrasto tra zone fortemente cromatiche e bianchi. L’essenzialità del segno diventa energia primordiale. Opere come Antistoria e Tremito dimostrano la piccolezza dell’uomo di fronte le forze de cosmo.

La consapevolezza di una forza ancestrale è la possibilità di riscatto che Giacomo Carnesecchi ci offre con la sua opera.

Susanna Ferretti


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