Natale con deserto.

L’inverno praticato fino al bianco dice
che c’è una luce che potrebbe incriminare
una luce che falcia prospettive
mutila figure non bruciate dal buio
i sintomi di un atto corposamente emorragico
dice che se scoli tutto ti consumerai
sformando il bacino dei contenimenti
e dice anche violenza, sì, violenza sul vero
che le visioni vengono schiacciandoti la testa
scoppiando rabbie dentro gli animali
che pensavi di aver domesticato.
Ora io l’ho vista quella fessura, in alto,
verso il bordo concio di questo nero
e a volte pareva una difficoltà estrema
che chiedeva discipline, superamenti di dati
confronti col vuoto o col pieno,
libri, uomini divelti, posture
scavallamenti a piè pari di tutti gli affetti ( compreso il tuo)
finchè un’audiofrequenza suscitata dentro il bianco di un bambino
ha sfarinato tutti gli elementi e sono morta.
L’inverno praticato è una gran luce-crimine del nulla
se ancora, senza nessun osso di cultura,
ripiegata per non disperdere l’ultimo calore
dico Ritorna Amore
Ritorna Spirito, Ritorna
alla mente centrale di questo buio che preme dalla testa
cadimi in braccio, nel vero
cadimi in questa alta scomparsa che non rialzo.

Tiziana Cera Rosco


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