Vril è il nome con il quale alcuni testi esoterici chiamano la particolare vibrazione energetica della quale si parla in diverse dottrine religiose: il terribile fuoco con il quale possono essere operati prodigi e del quale può disporre solo chi ha interamente abbandonato il proprio ego. Il termine comincia a comparire nelle élite culturali di un’Europa di fine Ottocento stanca del pensiero positivista e pervasa da un ritorno degli interessi esoterici. Nel romanzo La razza ventura del 1871 l’inglese Edward Bulwer-Lytton descrive con dovizia di particolari una civiltà di semidei abitante l’interno della Terra, irradiata d’energia Vril da un sole nero coincidente con il centro del pianeta. Negli ultimi passaggi del testo di Bulwer-Lytton gli abitanti della Terra cava vengono associati agli stessi progenitori della razza ariana, aprendo la strada alle successive rivendicazioni di superiorità nella realtà nazista. Nei testi I figli di Dio del 1873 e Le tradizioni indo-europee del 1876 il ricercatore francese Louis Jacolliot riprende il concetto di Vril, individuando il suo culto in India in seno alla religione giainista dei Mahavira, presso i quali è ricorrente il simbolo della svastika. Da energia immaginaria descritta in un testo fantastico, il Vril è preso sempre più in considerazione come reale forza magica, indagata anche dalla fondatrice della Società Teosofica Helena Petrovna Blavatsky che ne scrive nell’Iside rivelata del 1877 e nella Dottina segreta del 1888. In ambito teosofico il Vril è il fuoco spirituale, chiamato in modi diversi a seconda delle religioni, oltre ad essere la misteriosa forza cinetica utilizzata dagli abitanti di Atlantide. I teosofi considerano gli abitanti della Terra cava come potenziali salvatori dell’umanità, guide spirituali dalle quali attingere conoscenze superiori. Nella Berlino del 1921 Maria Orsic, medium della Thule Gesellschaft, società segreta nazionalista che fu il nucleo originario del partito Nazista, fonda la Società Pangermanica di Metafisica, o Società Vril, con il fine di indagare le origini della razza Ariana. La società Vril, formata da un gruppo di donne dalle forti capacità medianiche accentuate dai propri capelli eccezionalmente lunghi, sperimentava metodi di concentrazione e visualizzazione simili agli insegnamenti del Buddismo Tibetano, ai culti sciamanici e in particolare agli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola. Tale lavoro interiore portava ad una trasformazione dell’individuo fino a renderlo veicolo dell’impersonale forza Vril, avvicinando esso alla natura semidivina degli ariani del mondo sotterrano e preparando così una ricongiunzione con essi. Attraverso le istruzioni in antichi caratteri sumeri inviate da lontane galassie e ricevute da Maria Orsic con la telepatia, la Società Vril fu in grado di costruire una macchina volante interdimensionale, chiamata Jenseitsflugmaschine, formata da tre dischi che, rotando in direzioni contrapposte, furono in grado di generare un forte campo magnetico. Dell’effettivo utilizzo del velivolo spaziale non si sa molto: subito dopo la sua costruzione scoppiò la seconda guerra mondiale e nel 1945 Maria Orsic scompare senza lasciare traccia, forse giunta presso i discendenti dei mitici progenitori con i quali era in contatto medianico.

Come nelle altre epoche, anche oggi l’uomo necessita di una mitologia che faccia da collante tra società e natura. Diego Cinquegrana e Andrea Lacarpia, entrambi impegnati nella rivalutazione critica della filosofia e dell’immaginario della Tradizione, interagiranno con gli spazi domestici di Sponge in modi differenti: uno contraddistinto da un approccio più installativo con una notevole presenza fisica nello spazio, mentre l’altro tendente alla smaterializzazione nella bidimensionalità.

Il progetto è contraddistinto dalla rappresentazione dell’energia VRIL come tensione sessuale dovuta al problematico contrasto di principio virile e femmineo, resa con toni drammatici carichi di pathos. Diego Cinquegrana suddivide la propria messa in scena in tre stanze: il soggiorno centrale e due camere, una delle quali vede la collaborazione dell’artista Enrica Berselli. Nella prima camera il giaciglio è rivestito da una coperta nera, sulla quale l’artista ha ricamato una spirale fiorita che si solleva verso l’alto per la presenza di una sottostante forma fallica, riprendendo così l’aspetto dello Siva Lingam, simbolo del principio creatore nella tradizione induista. La seconda camera invece ospita una donna che si abbandona all’autoerotismo nascosta dalla penombra e da un’ampia gonna ricamata con un disegno che riprende la copertina della prima edizione del libro La razza ventura di Lytton. La netta suddivisione maschile – femminile delle due stanze da letto si rinnova nel soggiorno, dove un grande arazzo è stato ricamato da Cinquegrana con le figure di due tori in agone, i quali rappresentano la problematicità di un incontro delle due energie contrastanti, tra le quali il desiderio è incessantemente rinnovato dall’impossibilità di una concreta unione di esse. Andrea Lacarpia ha utilizzato la prospettiva del corridoio come un percorso che culmina in un’esile colonna sopra alla quale ha posto una piccola aquila imperiale in metallo, rappresentante la virilità che diviene un simbolo investito di sacralità perché sopraelevata da terra, trasposta quindi da un ambito prettamente sessuale ad un piano ideale e nello stesso tempo guerriero per la vicinanza iconica all’asta del labaro, classica insegna militare tipica dell’antica Roma. L’immagine della colonna come simbolo fallico che congiunge cielo e terra in una linea verticale, tra istinto sessuale e serenità olimpica, ricompare nel materiale fotografico raccolto sul tavolo della sala che segue, associata ad una serie d’immagini tra le quali donne che mettono in atto il principio ricettivo facendo da medium tra le dimensioni fisica e metafisica, e figure maschili che rappresentano invece l’azione eroica che invade uno spazio spinta da una volontà ferrea. L’insieme delle stampe forma una sorta di manuale per la creazione dell’energia VRIL attraverso la magia degli opposti, comunicando attraverso un linguaggio visivo e metaforico come negli antichi testi esoterici.

Dimora  Artica

 

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